Linee Guida Scuola 2020, ecco il protocollo Covid e le novità per il ritorno in classe

Il giorno del ritorno a scuola si avvicina, mancano oramai poche settimane al ritorno in classe ed il Ministero ha pubblicato le linee Guida sulla Scuola, un protocollo Covid 19 contenente tutte le novità per il ritorno in classe, un vademecum 2020 dove ci sono tutte le procedure adottate per previnire i contagi da Corona Virus, cosa fare in caso di alunno o dipendente scolastico positivo e tutte le novità introdotte per affrontare in sicurezza il nuovo anno scolastico 2020-2021 che si preannuncia per nulla facile.

L’anno scolastico che sta per iniziare verrà ricordato per molti anni, sia dai lavoratori scolastici (Docenti, Ata e Dirigenti) che dagli Studenti che dalle famiglie, un anno scolastico all’insegna delle preoccupazioni per la salute dei propri figli che dovranno sottostare ad un rigido protocollo di sicurezza per garantire la propria salute ma anche quella di tutti gli altri.

Dopo giorni di attesa, è stato ultimato il documento dell’Istituto superiore di sanità che spiega, punto per punto, come gestire l’eventuale diffusione del coronavirus nelle scuole.

Un protocollo di sicurezza chiesto a gran voce dalle famiglie e dai dirigenti scolastici, prevede innanzitutto che i genitori “misurino ogni giorno la temperatura” di bambini e ragazzi.

Come aveva anticipato la ministra Lucia Azzolina, infatti, spetta a loro farlo. “Immaginiamo cosa accadrebbe se uno studente con la febbre, potenzialmente positivo, prendesse l’autobus o si fermasse in fila davanti a scuola in attesa di misurare la temperatura”. Ai genitori si chiede anche di “segnalare eventuali assenze” degli alunni “per motivi di salute riconducibili al Covid-19”, in modo tale da prevenire il contagio in classe.

Linee Guida Scuola: Test Sierologici per Docenti e ATA

Il ritorno a scuola e l’inizio del nuovo anno scolastico 2020-2021 si avvicina ed iniziano anche i Test sierologico per Docenti e ATA che partiranno dal  24 agosto 2020, si tratta di una delle tante contromisure prese dal Governo ed i Ministeri competenti in materia di Covid 19 e sicurezza della salute all’interno della scuola pubblica, un anno scolastico unico nel suo genere che sarà molto ostico e difficoltoso per tutti, studenti, personale scolastico e famiglie, nell’articolo vediamo quali sono tutte le novità in materia di Test sierologici tutte le Info, Modalità ed ultime Novità.

Leggi l’articolo di approfondimento sui Test Sierologici: https://www.miuristruzione.it/17649-test-sierologico-per-docenti-e-ata-al-via-dal-24-agosto-info-modalita-ed-ultime-novita/

Misurazione della Temperatura a carico dei Genitori

I genitori prima di far uscire di casa il figlio/studente dovranno misurare la temperatura corporea, la misurazione dovrà essere effettuata ogni giorni prima di recarsi a scuola, in caso di temperatura pari o superiore a 37,5 lo studente non potrà recarsi a scuola per seguire le lezioni.

Linee Guida Scuola: Sintomi a scuola cosa succede

Nel caso in cui un alunno manifestasse dei sintomi riconducibili al Covid (febbre, tosse o altri sintomi da coronavirus) dopo essere entrato a scuola, “le raccomandazioni prevedono che questo vada isolato in un’area apposita, assistito da un adulto che indossi una mascherina chirurgica” e sia dotato di “termometri che non prevedono il contatto”.

Il tutto “senza creare allarmismi o stigmatizzazione”. Un’idea già avanzata nei giorni scorsi dall’Associazione nazionale presidi. Il protocollo prevede quindi che “i genitori vengano immediatamente allertati ed attivati. Una volta riportato a casa, i genitori devono contattare il pediatra di libera scelta o medico di medicina generale che, dopo avere valutato la situazione, deciderà se è necessario contattare il Dipartimento di Prevenzione (DdP) per l’esecuzione del tampone“.

In caso di test positivo, il Dpd “condurrà le consuete indagini sull’identificazione dei contatti e valuterà le misure più appropriate da adottare tra le quali, quando necessario, l’implementazione della quarantena per i compagni di classe, gli insegnanti e gli altri soggetti che rientrano nella definizione di contatto stretto“.

Un’indagine estesa a tutti quelli che sono entrati in contatto con l’infetto nelle 48 ore precedenti l’insorgenza dei sintomi. Contestualmente, continua il rapporto, il dirigente scolastico deve disporre “una sanificazione straordinaria” degli ambienti. “Se il tampone naso-oro faringeo è negativo“, invece, il paziente “ripete il test a distanza di 2-3 giorni. Il soggetto deve comunque restare a casa fino a guarigione clinica e a conferma negativa del secondo test”.

Linee Guida Scuola: Quando scatta la chiusura dell’istituto?

Un singolo caso confermato in una scuola non dovrebbe determinarne la chiusura soprattutto se la trasmissione nella comunità non è elevata”, si legge nel protocollo. “La chiusura di una scuola o parte della stessa dovrà essere valutata dal dipartimento in base al numero di casi confermati e di eventuali cluster e del livello di circolazione del virus all’interno della comunità”.

Poi c’è una novità: le autorità, dicono gli esperti, potranno “prevedere l’invio di unità mobili per l’esecuzione di test diagnostici presso la struttura scolastica in base alla necessità di definire eventuale circolazione del virus”.

Di fronte a questi scenari, però, rimangono alcune criticità. Ad esempio, “dovrebbe essere identificato il meccanismo con il quale gli insegnanti posti in quarantena possano continuare a svolgere regolarmente la didattica a distanza, compatibilmente con il loro stato di lavoratori in quarantena”.

Linee Guida Scuola: I compiti del “referente Covid”

Una delle novità previste dagli scienziati è che in ogni scuola venga identificato un “referente scolastico per il Covid-19 adeguatamente formato“, il quale avrà il compito di “tenere un registro degli alunni e del personale di ciascun gruppo classe e di ogni contatto che, almeno nell’ambito didattico e al di là della normale programmazione, possa intercorrere tra gli alunni ed il personale di classi diverse (es. registrare le supplenze, gli spostamenti provvisori e/o eccezionali di studenti fra le classi ecc)”.

L’obiettivo è quello di “facilitare l’identificazione dei contatti stretti da parte del DdP della Asl competente territorialmente” qualora ci sia la necessità di ricostruire le relazioni di una persona infetta.

Le classi, infatti, non sono dei compartimenti stagni e durante la giornata scolastica sono frequenti i contatti con ragazzi di altre sezioni (ad esempio durante l’ora di educazione fisica o per i laboratori) o professori supplenti. Un altro compito assegnato agli istituti è quello di “monitorare le assenze”, per individuare ad esempio “casi di classi con molti alunni mancanti che potrebbero essere indice di una diffusione del virus e che potrebbero necessitare di una indagine mirata da parte del DdP”, si legge nel comunicato dell’Iss che accompagna l’ufficializzazione del protocollo.

Il referente Covid, “ove non si tratti dello stesso dirigente scolastico”, dovrà svolgere anche “un ruolo di interfaccia con il dipartimento di prevenzione e creare una rete con le altre figure analoghe nelle scuole del territorio. Deve essere identificato un sostituto per evitare interruzioni delle procedure in caso di assenza”.

Gli esperti auspicano inoltre che sia “identificato a livello di singola sede di struttura piuttosto che di istituti comprensivi e i circoli didattici, per una migliore interazione con la struttura stessa”.

Regole diverse da 0 a 6 anni e per chi ha fragilità

“I servizi educativi dell’infanzia presentano delle peculiarità didattiche/educative che non rendono possibile l’applicazione di alcune misure di prevenzione”, premettono gli esperti nel capitolo dedicato alle scuole da 0 a 6 anni. Per questo “è raccomandata una didattica a piccoli gruppi stabili (sia per i bambini che per gli educatori)”.

Per quanto riguarda il distanziamento, si tratta di “un obiettivo che può essere raggiunto solo compatibilmente con il grado di autonomia e di consapevolezza dei minori anche in considerazione dell’età degli stessi”. Particolare attenzione, poi agli alunni “che non possono indossare la mascherina o che hanno una fragilità che li pone a maggior rischio adottando misure idonee a garantire la prevenzione della possibile diffusione del virus e garantendo un accesso prioritario a eventuali screening/test diagnostici”.

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